|









© Copyright
Tutti i diritti sono riservati e come tali tutelati dalla Legge.
E' vietata la duplicazione e la pubblicazione di testi o parti di testi e/o
immagini, senza l'autorizzazione del detentore dei diritti di Copyright
Contatti:
●
E-mail
● Fax: +39 02700559215
La presente
© 2005 - 2009
Edizione Internet,
è
un estratto
del
Romanzo originale ed ha la funzione di presentazione dell'Opera integrale,
corredata dalle note dell'Autore Luciano Lilloni e dalle immagini volute dal
medesimo, edita da
Seneca Edizioni, Torino
Chi fosse
interessato, può acquistare il Libro in libreria
oppure mediante contrassegno, ordinandolo
o n l i n e
| |
|
Autore:
Luciano Lilloni
Titolo: I dialoghi del Castello d'Aten
Collana:
Amàrantos - Seneca
Edizioni, Torino
Pagine: 472
ISBN: 978-88-6122-136-9
Prezzo:
€ 20,00
In una landa
abbandonata, ai nostri giorni, Oscuro, un omino sulla sessantina, dai
capelli radi, barba grigia, abiti moderni e occhiali da miope muniti di
spesse lenti, procede verso occidente, là dove si staglia il sole al
tramonto. Sale su una duna che gli permette una più ampia visuale del
deserto. Il sole sta calando. Dirimpetto all'astro, a levante, distingue un
riflesso luminoso sull'acqua di un grande fiume e, ancor oltre, i resti di
una città. Gli si presenta un Uomo, o uno Spettro, che spicca nell'arancio
del sole coi colori nero e bianco. Indossa dalla cintola in giù un vestito
candido e sul capo regge una corona. Presso di lui cammina una bellissima
donna.
Lo Spettro, quello dell'Uomo, è il fantasma di Ekhnatòn. Egli dice: ‘Io fui
il Faraone Amen-hotèph IV, lo stesso che in vita tolse dal suo nome ('Ammone
è in pace') ogni riferimento a quel dio e preferì farsi chiamare Ekhnatòn
('Colui che piace all'Aten'), in segno di cambiamento della sua personalità.
Per tal circostanza i fedeli di Ammone mi chiamarono eretico’.
Subito chiarisce di aver scelto Oscuro perché, aiutato da altri grandi
uomini e donne del passato, che si presenteranno per esporre veridicamente
fatti e idee, fosse in grado di scrivere quest'opera e potesse riportare il
suo ricordo sulla terra. La donna è Nefertiti, sua Grande Sposa Reale. I
resti sono quelli della città creata dallo stesso Ekhnatòn, per farne
capitale dell’Egitto.
In cambio della fatica, Ekhnatòn darà ad Oscuro la salute e il suo nome non
sarà più Oscuro, ma Lucio.
Così l’Autore passa attraverso diverse fasi della storia egizia, in
particolare del periodo di Tell El Amarna, e dei racconti biblici (Mosè,
Gesù, Ponzio Pilato, Paolo di Tarso) e storici (Omero), con ampie
dissertazioni su fatti e letteratura anche più recenti. In questo percorso –
sotto forma di Dialoghi, per alcuni aspetti anche di carattere esoterico –
con un metodo apparentemente fantastico, ma in realtà frutto di una grande
accuratezza scientifica, molto personale e meno serioso di un trattato, Egli
coglie le numerose discrepanze tra risultanze di testi e di reperti con le
interpretazioni ufficiali date da storici anche di grande fama e ne mette in
evidenza le inesattezze e le imprecisioni.
L’opera, infine, culmina nella visione della ‘Legge di Maat’ - o
dell’Equilibrio.
Ekhnatòn conclude il libro: “Adesso siamo tutti molto stanchi ed è meglio se
ci ritireremo.”
[
Biografia ] |
|