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Chi è andato e chi verrà
[...]
Fin qui
[nel corso del libro] storia, cultura ed economia si sono spiegate nel loro scorrere in
Haiti negli ultimi due secoli e hanno mostrato i drammi, ma anche le
potenzialità, dell’epoca attuale.
A questo
punto occorre fare chiarezza sul dibattito nato dopo il terremoto
del 12 gennaio 2010 riguardo agli interventi di riduzione e/o di
cancellazione del debito di Haiti.
Infatti,
proseguendo nel corso degli anni nel cammino sopra delineato, Haiti
è riuscita a rispettare tutti i punti del Programma di
Completamento, tanto che nel giugno 2009
Yvonne Tsikata, direttore della Banca Mondiale per i
Caraibi ha affermato:
"Ci
congratuliamo con le autorità haitiane
per questo risultato. Andando avanti, Haiti deve approfittare di
questa opportunità, gestire con prudenza gli indebitamenti futuri e
continuare i suoi sforzi e progressi verso una migliore
amministrazione della spesa pubblica e degli appalti pubblici1."
Il che
significa che il paese stava positivamente muovendosi, al momento
del sisma, lungo il percorso virtuoso che ha intrapreso a seguito
dei sopra analizzati accordi stipulati con Heavily Indebited Pool
Country e FMI. Dunque, Haiti
non ha semplicemente “ricevuto” sovvenzioni internazionali di
carattere assistenzialistico per la cancellazione del debito a
seguito della catastrofe causata dal terremoto, come gli organi di
stampa sembrerebbero far intendere all’opinione pubblica mondiale;
bensì si è “guadagnata” le porzioni già depennate al 31 dicembre
2009 (2 000 000 000 di dollari) e stava proseguendo regolarmente per
giungere alla conclusione del programma. Il terremoto sembra abbia
solo accelerato i tempi già programmati e ciò per iniziativa del FMI
e, in senso bilaterale, dei Paesi compresi nel G7 (riunione del 6
febbraio 2010), oltre ad alcuni altri.
Per le necessità immediate, è di
estrema importanza il passo che abbiamo ricordato al termine del
capitolo precedente annunciato il 20 gennaio 2010 dal FMI. Questo è
un inizio di aiuto, che va ad aggiungersi agli altri forniti
autonomamente da vari paesi del mondo, tra i quali gli Stati Uniti
che hanno subito stanziato un importo di 100 000 000 di dollari. Per
aiutare Haiti a uscire da queste macerie, ci vorrà la cooperazione
da parte di tutta la comunità internazionale e quella delle singole
persone.
Soprattutto non bisognerà
dimenticare Haiti e gli haitiani, quelli che sono passati e quelli
che ci sono e quelli che verranno, quando non saremo più commossi
dalla subitanea spinta emotiva e mediatica per notizie e immagini
della terra che ha tremato.
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1
Testo originale: “We
congratulate the Haitian authorities on this achievement. Going
forward, Haiti must take advantage of this opportunity by managing
future borrowing prudently, and continuing its efforts and progress
towards stronger public expenditure management and public
procurement” |